Sabato 21 e domenica 22 marzo 2026 Borgopetra è stata sede della prima giornata FAI nel borgo di Mascalucia
Condividiamo con gratitudine l’articolo pubblicato da newsicilia.it, relativo alla Giornata FAI che Borgopetra ha avuto l’onore di ospitare il 21 e 23 marzo 2026
MASCALUCIA – Altra perla da incastonare, tra le numerose iniziative da parte dell’associazione culturale Mascalucia DOC in perfetta armonia con il classico detto “una ne pensa e cento ne ‘fa(i)’”, è senza dubbio l’inaugurazione, per la prima volta nel borgo etneo alle falde dell’Etna, di una giornata FAI. La location? Unica, storica, suggestivamente poetica, un sinestetico salto temporale in un contesto dettato da un tempo chiamato umanità, casa, famiglia; grazie anche alle ottime descrizioni da parte dei ragazzi dell’Istituto “Concetto Marchesi” che hanno saputo risvegliare e miscelare emozioni a sensazioni del tempo che fu. Tutto questo sabato 21 e domenica 22 scorsi in via Teatro 9 a Mascalucia, sede di Borgopetra, dimora che fu la villa dei Rapisardi dei Baroni di Sant’Antonio, amena abitazione che avuto gli onori di una citazione, durante il Gran Tour, da parte dello scrittore statunitense Washington Irving.
Quasi per un effetto osmotico dall’antico teatro, edificato di fronte alla dimora e che dà il nome alla via, anche Borgopetra è definibile un palcoscenico architettonico e sociale all’aperto, oltre che un “piccolo” gioiello con le sue numerose stanze racchiuse tra muri adornati da oleandri, rose, sambuco e un ingresso piastrellato con una equilibrata miscellanea di pavimentazione tra il fiorentino e il classico cotto siciliano, quest’ultimo ottimo per resistere alle intemperie. Ancora: terrazzi di avvistamento, pozzi, finestre e porte che si alternano in una sorta di abbraccio ospitale per chi avesse la fortuna di varcarne la soglia.
Non basta, ciò che ha colpito i visitatori – e nei due giorni canonici Fai ne sono arrivati davvero tantissimi – è stata anche l’intrigante difficoltà nel distinguere il limen tra antico e moderno, in una sorta di antesignana progettualità dove gli ultimi due secoli affondano in maniera quasi paritetica l’uno nell’altro, come, un esempio su tutti, i prodromi di ciò che oggi definiamo “criteri antisismici”, grazie alla sua pianta quadrangolare che tiene conto, in maniera quasi plastica, dei naturali dislivelli del terreno.
In totale sono stati oltre 650 i visitatori che hanno potuto ammirare tale bellezza, numeri importanti da queste parti, che ne hanno decretato un successo forse inaspettato perfino dagli stessi organizzatori, in una due giorni dove cultura, storia sociale, valorizzazione del territorio sono stati trama e ordito dell’intero evento.
Tutto ciò è stato reso possibile grazie a una capillare organizzazione di cui riteniamo giusto citare qualche nome, non fosse altro per la passione che hanno profuso nel mettere in essere prima e gestire dopo questa edificante iniziativa.
Cominciando con il deus ex machina come la già citata Associazione Culturale Mascalucia DOC con in testa la sua presidentessa Francesca Calì, la volontaria Gabriella Catalano del gruppo FAI Ponte tra Culture di Catania con il prezioso supporto organizzativo di Marzia Scamarda; idea resa possibile, nella sua concretezza, grazie alla disponibilità della gentilissima Roberta Boscotrecase attuale proprietaria della dimora.





